venerdì 26 marzo 2010

storia delle teste di moro

STORIA DELLE TESTE ANTROPOMORFE O TESTE DI MORO

Vere e proprie sculture tipiche dell’artigianato ceramico siciliano dette anche “TESTE DI MORO”.
Tale denominazione nasce dalla leggenda che narra di una bellissima fanciulla palermitana che viveva nel quartiere popolare della Kalza durante la dominazione araba, attorno l’anno mille. La sua pelle era rosea come i fiori di pesco nella loro piena fioritura, i suoi occhi sembravano rispecchiare l’azzurro mare del golfo di Palermo.
Segregata in casa passava le sue giornate curando i fiori sul suo balcone. Un giorno la vide un giovane moro che si trovava a passare sotto il suo balcone e, colpito da tanta bellezza, decise di volerla fare sua. Senza indugio entrò in casa della ragazza e le dichiarò il suo amore, la fanciulla colpita da tanto ardore gli si concesse. Dopo qualche tempo la fanciulla scoprì che il suo bel moro presto l’avrebbe lasciata per tornare nel proprio paese dove l’attendevano la moglie e i figli.
La fanciulla attese la notte e mentre il moro dormiva lo uccise, lo decapitò e della testa ne fece un vaso in cui piantò del basilico che mise in bella mostra sul balcone, così il moro rimase per sempre con lei.
Il basilico intanto cresceva rigoglioso destando l’invidia degli abitanti del quartiere i quali, per non essere da meno, si fecero fabbricare dei vasi di terracotta con le sembianze umane.